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Sterilizzazione cane femmina in laparoscopia

L’ambulatorio veterinario S.Lorenzo di Giaveno ,da qualche anno si è specializzato nella chirurigia mininvasiva, Laparoscopica e Toracoscopica. La chirurgia mininvasiva si pratica introducendo all’interno del corpo, attraverso delle piccole incisioni (5-10mm), un’ottica (telecamera), collegata ad una fonte di luce e ad un monitor, e degli strumenti chirurgici laparoscopici, rapportabili a quelli della chirurgia tradizionale. Il chirurgo, manovrandoli dall’esterno, ha la possibilità di evidenziare gli organi nella loro sede anatomica, apprezzarne colore e consistenza e di compiere una serie di interventi chirurgici, avvantaggiato dalla magnificazione delle immagini riportate sul monitor. Le piccole dimensioni degli strumenti, la minore necessità di trazionare organi e legamenti e il minor stimolo infiammatorio intraoperatorio, rendono decisamente più confortevole per l’animale tutta la procedura perioperatoria.

La sterilizzazione del cane è uno degli interventi eseguiti con maggiore frequenza negli ambulatori veterinari. La richiesta avviene generalmente per migliorare la convivenza con il proprio amico a quattro zampe e per un’eventuale prevenzione di possibili malattie fra cui la formazione di tumori mammari.

In Italia viene anche incentivata per la lotta al randagismo prevenendo gravidanze non desiderate. Compito del medico veterinario è consigliare il proprietario valutando quale fase della vita è più appropriata per effettuare l’intervento.

Come viene eseguita l’ovariectomia in laparoscopia (chirurgia mini-invasiva)?


Si tratta di un intervento durante il quale l’osservazione del campo operatorio avviene con una microtelecamera inserita a livello ombelicale e la manipolazione degli organi effettuata attraverso strumenti chirurgici guidati dall’esterno. La telecamera dà un controllo video con ingrandimento dei dettagli e tridimensionalità che garantisce una perfetta esecuzione dell’intervento.L’addome, insufflato con anidride carbonica, permette la formazione di una cupola operatoria.


Con un’incisione di 1 cm si inserisce uno strumento particolare chiamato trocar, attraverso il quale si inserisce il laparoscopio per la visione operatoria mantenendo il gas all’interno. Con l’aiuto della telecamera si effettuano i punti di accesso necessari, inserendo un altro  trocar, con i quali si usano le pinze da presa per individuare le ovaie. Una alla volta si procede alla loro asportazione monitorando visivamente che non si verifichi alcun sanguinamento e che l’estrazione sia sicura e precisa.


A fine intervento risultano soltanto due  punti cutanei che non danno nessun fastidio e quindi spesso non si richiede l’uso del collare elisabettiano. Con questa tecnica i tempi di intervento sono molto rapidi e abbiamo una manipolazione interna ridotta al minimo che limita il dolore. Anche la terapia antibiotica ed antiinfiammatoria post-intervento è ridotta al minimo. L’unico fastidio deriva dalla presenza in addome dell’anidride carbonica, peraltro inevitabile, che viene lentamente riassorbita. Per questo la somministrazione di un blando antispastico della muscolatura liscia come avviene in campo umano risolve il problema.

Uno studio tedesco confrontando le due metodiche ha dimostrato a favore della laparoscopia una significativa ed importante riduzione del dolore dopo l’intervento, il rapido ritorno dell’appetito con assunzione di cibo, maggiore tranquillità nei movimenti e ripresa rapida dei comportamenti abituali.

CHIRURGIE A CONFRONTO

L’ESPERTO RISPONDE :

La dott.ssa  Michela Guerriero risponderà volentieri ai vostri commenti o alle domande che vorrete farle direttamente qui o presentandosi presso ambulatorio in via Stazione 5 Giaveno.Queste informazioni non sostituiscono in nessun caso una visita veterinaria.

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